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Le recensioni per Independently Blue - Le canzoni di Nina Simone
 
 

Buscadero, maggio 2005

Gianni del Savio

Registrato dal vivo nell’ottobre del 2004 all’Auditorium Demetrio Stratos di Radio Popolare, l’album, come recita il sottotitolo – Le canzoni di Nina Simone - è un ispirato tributo alla grande artista afroamericana. Laura Fedele (piano e voce) è riuscita nel difficile intento di dare un pregevole tocco personale a brani noti o meno – alcuni standard, altri scritti dalla stessa Simone – evitando la facile via della pedissequa cover che rimane su binari già percorsi. Alcuni sono brani difficili, con possibili confronti da far tremare le gambe, ma lei sa come utilizzarne l’essenza e li modella a modo suo, virandoli spesso verso il jaz, jazz-blues e relative sfumature e improvvisazioni, forte di duttilità vocale e strumentale, con classe e capacità comunicativa. Impeccabili anche Stefano Dall’Ora (contrabbasso) e Marco Castiglioni (batteria), nel creare sonorità adeguate alle varie esigenze espressive: toni intimisti, drammatici, gioiosi, descrittivi.

Inizia con uno degli standard simoniani più impegnati, Mississippi Goddam, scritto sotto la bruciante cronaca dell’assassinio, nel ’63, di quattro bimbe in una chiesa (bomba, signori!) in Alabama, e quello di un militante dei diritti civili in Mississippi. Laura maniene l’accelerazione originale (velocità esecutiva dettata forse anche dalla necessità di scaricare di getto la rabbia), dando grande prova della capacità rielaborativa di materia difficile.

Poi nella più articolata Lilac Wine (e in Wild Is The Wind), ispirata anche alla versione di Jeff Buckley, la Fedele mette in piena luce la bellezza della sua voce e dell’essenzialità pianistica, mentre nell’intenso Backlash Blues (scritto dalla Simone insieme al grande poeta Langston Hughes), risaltano anche i colori più intensi del basso e la misura della batteria che, soprattutto nella seconda parte, offrono begli sganciamenti dagli schemi originari.

Altro tema forte è Four Women (ritratto orgoglioso di quattro diverse figure femminili nere) e il clima sonoro si fa meditato, intenso, intimista, attendamente descrittivo (ancora benissimo contrabbasso, batteria e piano anche nel lungo intermesso strumentale), con finale in ascesa anche drammatica, tensione che non caratterizza lo scintillante swing dello standard Love Me Or Leave Me. Eric Burdon s’innamorò di Don’t Let Me Be Misunderstood (portandoselo dietro per anni) e se l’originale è praticamente inarrivabile, Laura ne fa un’eccellente versione con bella e articolata dinamica vocale, chiudendo il concerto con Just Like e Woman – una delle tante appropiazioni autorali di rango della Simone – forte anche di una brillante linea pianistica, che offre un’ulteriore chiave di lettura al grande tema di Dylan. Un credito non da poco, nella carriera della Fedele.

Laura Fedele
Independently Blue, Le canzoni di Nina Simone
Auditorium

Sentito omaggio a Nina Simone da parte della jazz singer genovese

È stato registrato lo scorso autunno presso l’Auditorium Demetrio Stratos di Radio Popolare a Milano il primo cd live di Laura Fedele. La brava jazz singer genovese, che di recente si era cimentata in un progetto (Pornoshop) ispirato all’arte di Tom Waits, propone un altro caloroso tributo. Questa volta, il soggetto è un’autentica regina della musica, la favolosa Nina Simone, scomparsa in Francia poco più di due anni fa, il 21 aprile 2003.

“Dei numerosi talenti di Nina Simone” ha dichiarato Laura “ho sempre ammirato, se non addirittura invidiato, la formidabile versatilità. La sua capacità di calarsi in mondi musicali diversi, di suonare stili spesso lontani tra loro, mi ha sempre intrigato. Anche perché anch’io, nel mio piccolo, sono rimasta affascinata da cose diverse nel corso della mia carriera e ho sempre detestato l’idea di rimanere confinata in un unico ambito”.

Sono nove le canzoni del variegato repertorio della Simone che Laura ripropone nella classica, minimalista versione del trio piano, contrabbasso (Stefano Dall’Ora), batteria (Marco Castiglioni). Alcune delle quali non propriamente strafamose come la coinvolgente Backlash Blues che Laura interpreta con convinzione ed eccellente pertinenza stilistica.

E se, con un’inevitabile menzione per Jeff Buckley, non può mancare un’accorata cover di Lilac Wine, altrettanto si può dire di My Baby Just Cares For Me, uno dei cavalli di battaglia della cantante della North Carolina. Piace molto Laura nell’interpretazione elegante di Four Women e in quella altrettanto efficace di Don’t Let Me Be Misunderstood, davvero riuscitissima e piena di blues.

Chiude il lavoro una bella versione di Just Like A Woman, intelligente omaggio a tutte le donne in musica.

Ezio Guaitamacchi

E uscito da poco "Independently Blue" su etichetta Auditorium: si tratta una raccolta di brani facenti parte del repertorio di Nina Simone, repertorio che ama in quanto estremamente eterogeneo. L'incisione ha avuto luogo presso l'Auditorium Demetrio Stratos di Radio Popolare a Milano, durante un concerto articolato in due serate nel mese di ottobre 2004.

Laura Fedele, oltre ad essere una cantante che riesce a comunicare visceralmente attraverso la musica, non è esente da una certa dolcezza ed ironia, che sa dosare sapientemente. Grazie all'affiatamento che lega il trio, il risultato è veramente apprezzabile. Gli arrangiamenti di Laura Fedele sono gustosi e personali, dunque si tratta di un album tutto da ascoltare.
Eva Simontacchi

 

 

 

 

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