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Le recensioni per PORNOSHOW Laura Fedele interpreta Tom Waits

Brigate Lolli
luglio 2004

Leon Ravasi

Sia per le tematiche trattate, sia per la voce un pelo oltre il ruvido, sia per quell’aria da orco cattivo e strafatto, l’immagine di Tom Waits proprio non mi si sovrappone con quella di una donna. Al limite posso pensare a lui sovrapposto (o sottoposto) a una donna, ma questo ha più a che fare con i pornoshow che con Pornoshowdi Laura Fedele. Laura, peraltro bravissima e non da oggi (il suo primo disco. Right now, risale a vent’anni fa) e ben conosciuta nel mondo del jazz milanese, fa ancora di più. Non solo interpreta Waits, ma lo traduce e lo riadatta, entrando nel suo mondo in punta di piedi dapprima, ma poi allargandosi fino a prendere tutto lo spazio necessario.

L'ingresso infatti avviene con Clap hands (qui tradotto in Pioggia nelle mani) che già altri hanno affrontato in Italia (Sara Piolanti dei Caravane de Ville in “Metropolis”, ad esempio), ma il testo in italiano dà un altro peso all’operazione: Siamo insani, tutti malsani / senza le ali, senza le mani/ Madama la Sfortuna appesa a un filo se ne sta/ pioggia nelle mani è questo tutto ciò che ha”.

Seguono 29 dollari, Giù nel buco nero, Discorsi da bar dove sembra risuonare il migliore Buscaglione (gira e rigira da Tom siamo arrivati a Fred, risalendo 50 anni della nostra storia): "Forse sarò banale, ma non ci siamo visiti già? / Il tuo viso non mi è nuovo, forse ci siamo visti qua / E' solo che somiglio a chi vorresti fosse qui con te / comunque originale, no, di certo tu non sei/ e con gli sconosciuti non ci parlo mai".

Oltre a tutto ciò Laura Fedele suona piano e fisarmonica, accompagnata da un ensemble che vede associati nell'avvenuta Massimo Mariani, Marco Mistrangelo, Stefano Dall'Ora, Davide Santi, Francesco Licitra, Raffaele Kohler, Claudio Chianura, Alberto Marsico nei classici ruoli di una jazz band, con qualche piccolo sconfinamento nei campionamenti, usati per altro con molta parisomonia.

E poi, a metà disco, si arriva al capolavoro: Pornoshow, la canzone che dà il titolo all'album. Pezzo di bravura, doppio pezzo di bravura, triplo pezzo di bravura: l'esecuzione, la traduzione, la musica fatta solo di voce, batteria e organo hammond (ma poco!). Una cannonata! Una canzone che ti fa balzare dalla sedia.

“Lui puzza come un treno, come un'osteria / e non gli è rimasto niente nelle tasche / solamente un francobollo usato / e così come un ubriaco tutt' in giro se ne va per la città/ a parlare con i barboni, con i senza tetto che / si contendono un lampione e un marciapiede come letto / e poi si infila dritto in un pornoshow// Perizoma, tacchi a spillo,m spogliarello rizzarello / d'ogni taglia, ogni misura, lei è bella da paura / morbidosa broccolosa prendi tutto ciò che ho / e togli tutto ciò che hai addosso// E la band suona da schifo ma chi se ne frega in fondo / giro giro giro tondo se il suo culo è un mappamondo / che farebbe rinvenire anche un moribondo / spacchi e spacchi cosce e fianchi grandi occhi tonda e liscia / striscia striscia … / sulla pancia serpentosa budinosa / ubriaco da paura se la gode in prima fila / Sally Lucy Manuela sono belle sono calde sono pronte sono porche / poi qualcuno da laggiù grida: "dateci di più"// Birra …. Sigaretta … Sigaretta … Birra…/ Birra …. Sigaretta … Sigaretta … Birra…/ profondo porno mezzogiorno / torna ancora torna presto / vieni quando vuoi / alto come un aquilone sopra noi tu volerai / piccola evasione diversivo alla vita coniugale / sempre troppo tutta uguale”.

L'ho riportata tutta perché meritava. Quello che non posso riuscire a riportare su queste pagine è la sensualità con cui Laura rende la canzone. Da dover essere prudente nel caso di un'esecuzione dal vivo. Un'interpretazione ad alto tasso di erotismo!

Con Rain Dogs (Cani randaginella traduzione) torniamo nella logica del disco, con un pezzo quasi brechtiano, ma qui fa agio l'originale, pur nello splendore della traduzione: "E noi a berci le notti così / danzando sui nostri sogni / ombre vibranti nel buio laggiù / noi scellerati". Un disco di grosso interesse, uscito nel 2003, e, come sempre capita, puntualmente passato sotto silenzio.

Amadeus On Line
maggio 2003

Riccardo Sant'Angelo

Non è facile riportare in un’altra lingua suggestioni e atmosfere che sono caratteristiche fondamentali di un artista di culto come Tom Waits, ma Laura Fedele ha accettato questa sfida. Ha preso dodici brani dell'uomo di Pomona (California) e, sotto la supervisione dello stesso Waits, ha tradotto i testi e riarrangiato le musiche. Il risultato è eccellente, soprattutto per la riuscita accurata della trasposizione in italiano delle liriche.

Laura Fedele è sempre stata un’artista pronta a esplorare generi musicali diversi: cantante, pianista, fisarmonicista e compositrice, fin dal 1985 si è presentata al pubblico con un repertorio imperniato innanzitutto su jazz e blues, sconfinando nel vocalese, nel rhythm ’n’ blues e nella musica etnica napoletana.

Con Pornoshow la Fedele rende accessibile al grande pubblico, attraverso la sua trasposizione, le atmosfere fumose dei locali waitsiani. Locali in cui Charles Bukovski avrebbe ben ambientato qualche suo racconto, frequentati da persone emarginate, derelitte, magari appena uscite dal penitenziario, che incarnano l’aspetto più nascosto dell’America, una nazione lontana anni luce dall’aspetto patinato che vuole esportare l’amministrazione Bush.

I brani di Tom Waits scelti per questo lavoro abbracciano il periodo compreso tra il 1976 e il 1992, cioè tra gli album Small Change e Bone Machine, con un occhio di riguardo per quel capolavoro che è Rain Dogs. È proprio nella canzone Cani randagi (come anche in 29 dollari) che si apprezza tutta la sensibilità artistica di Laura Fedele, che, lasciando inalterato il ritornello, riesce a rendere a pieno il legame tra il pezzo originale e la cover.

Discorsi da bar (in originale I Never Talk to Stranger), Invito a una vita in blues (Invitation to the Blues) e Biglietto di Natale (Christmas Card from a Hooker in Minneapolis) sono tre ‘piccoli gioielli’, che la cantante italiana riesce a interpretare in maniera magistrale.

Da sottolineare ancora la resa sonora di tutto il disco, che vede la Fedele anche al pianoforte e alla fisarmonica, accompagnata da ottimi musicisti, tra cui spiccano Massimo Mariani (chitarre e arrangiamenti) e Alberto Marsico (organo hammond).


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marzo 2003
 
 
 

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